FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Un bicchiere di sangue Il piccolo vampiro si era nascosto dietro un tronco per poter guardare e ascoltare senza essere visto. Vide un bambino prendere la borraccia e svitare il coperchio che serviva anche da bicchiere, e, alle prime luci dell’alba, il vampiro vide sgorgare dalla borraccia un liquido, rosso come il sangue. Non credeva ai suoi occhi! Quell’umano aveva ciò che lui cercava: un bicchiere di sangue a portata di mano, senza bisogno di succhiarlo da nessun collo... Il vampiro non poté fare a meno di uscire allo scoperto: si avvicinò al bambino e, con l’aria più normale di questo mondo, gli chiese: - Dove hai preso quel sangue? - Sangue? Quale sangue? - rispose quello, stupito dalla domanda e anche po’ soprappensiero, perché era occupato a raccogliere le sue cose. Poi, però, il bambino si bloccò e alzò gli occhi verso chi gli stava parlando… La prima cosa che fece fu un balzo all’indietro… Quei denti, quelle orecchie a punta, quel mantello nero e quella pelle color cera bianca non lasciavano dubbi: quello che gli stava di fronte era un vampiro! - Che cosa vuoi da me? - chiese il bambino spaventato. - Il tuo sangue! - rispose, naturalmente, il vampiro. Senza più riuscire a pronunciare una parola, il bambino si portò le mani al collo, come per ripararlo dai denti del vampiro. In un attimo, maledisse il suo viaggio, la sua sete, il permesso dei tre giorni. Begli incoscienti, i suoi genitori, a lasciarlo andare in vacanza da solo… Intanto il vampiro stava già aprendo la bocca. Sì, la stava proprio aprendo ma… per ridere! - No, non è quello il sangue che voglio - spiegò. - È l’altro che voglio, quello della borraccia! A questo punto fu il bambino a mettersi a ridere, ma smise presto. In fin dei conti, era pur sempre alla presenza di un vampiro. Giusi Quarenghi, Sete di vampiro, Franco Panini Editore Comprendo INFORMAZIONI ESPLICITE • Com’è fatto un vampiro assetato? Fai una lettura esplorativa, «a salti», del testo e colora la descrizione della creatura mostruosa. Io mi valuto • So individuare e comprendere com’è fatta la descrizione di un’emozione: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà. Comprendo INFORMAZIONI NASCOSTE • Sottolinea le parole che ti fanno capire dove si trova il bambino e perché. • Rispondi a voce. - Tra il bambino e il vampiro nasce un malinteso: quale? Perché? - Come si risolve? Oltre il testo • Secondo te, la paura può essere utile? • Conosci il modo per superare una paura? Parlarne senza vergogna! Provaci subito! DESCRIVERE UN’EMOZIONE La descrizione di un’emozione come la paura crea un’atmosfera di tensione e tiene il lettore con il fiato sospeso, in attesa di capire che cosa potrà ancora succedere. • Il bambino si spaventa alla vista del vampiro. Colora le sue reazioni così: che cosa fa. che cosa non riesce a fare. che cosa dice. che cosa pensa.
Un bicchiere di sangue Il piccolo vampiro si era nascosto dietro un tronco per poter guardare e ascoltare senza essere visto.  Vide un bambino prendere la borraccia e svitare il coperchio che serviva anche da bicchiere, e, alle prime luci dell’alba, il vampiro vide sgorgare dalla borraccia un liquido, rosso come il sangue. Non credeva ai suoi occhi! Quell’umano aveva ciò che lui cercava: un bicchiere di sangue a portata di mano, senza bisogno di succhiarlo da nessun collo... Il vampiro non poté fare a meno di uscire allo scoperto: si avvicinò al bambino e, con l’aria più normale di questo mondo, gli chiese: - Dove hai preso quel sangue? - Sangue? Quale sangue? - rispose quello, stupito dalla domanda e anche po’ soprappensiero, perché era occupato a raccogliere le sue cose. Poi, però, il bambino si bloccò e alzò gli occhi verso chi gli stava parlando… La prima cosa che fece fu un balzo all’indietro… Quei denti, quelle orecchie a punta, quel mantello nero e quella pelle color cera bianca non lasciavano dubbi: quello che gli stava di fronte era un vampiro! - Che cosa vuoi da me? - chiese il bambino spaventato. - Il tuo sangue! - rispose, naturalmente, il vampiro. Senza più riuscire a pronunciare una parola, il bambino si portò le mani al collo, come per ripararlo dai denti del vampiro. In un attimo, maledisse il suo viaggio, la sua sete, il permesso dei tre giorni. Begli incoscienti, i suoi genitori, a lasciarlo andare in vacanza da solo… Intanto il vampiro stava già aprendo la bocca. Sì, la stava proprio aprendo ma… per ridere! - No, non è quello il sangue che voglio - spiegò. - È l’altro che voglio, quello della borraccia! A questo punto fu il bambino a mettersi a ridere, ma smise presto. In fin dei conti, era pur sempre alla presenza di un vampiro. Giusi Quarenghi, Sete di vampiro, Franco Panini Editore Comprendo INFORMAZIONI ESPLICITE • Com’è fatto un vampiro assetato? Fai una lettura esplorativa, «a salti», del testo e colora la descrizione della creatura mostruosa. Io mi valuto • So individuare e comprendere com’è fatta la descrizione di un’emozione: con facilità.  con qualche difficoltà.  con difficoltà. Comprendo INFORMAZIONI NASCOSTE • Sottolinea le parole che ti fanno capire dove si trova il bambino e perché. • Rispondi a voce. - Tra il bambino e il vampiro nasce un malinteso: quale? Perché? - Come si risolve? Oltre il testo • Secondo te, la paura può essere utile? • Conosci il modo per superare una paura? Parlarne senza vergogna! Provaci subito! DESCRIVERE UN’EMOZIONE La descrizione di un’emozione come la paura crea un’atmosfera di tensione e tiene il lettore con il fiato sospeso, in attesa di capire che cosa potrà ancora succedere. • Il bambino si spaventa alla vista del vampiro. Colora le sue reazioni così: che cosa fa.  che cosa non riesce a fare.  che cosa dice.  che cosa pensa.