FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Faccia a faccia nel labirinto Non c’era sovrano più malvagio di Minosse, il re di Creta. Aveva costruito un enorme labirinto sotto la sua reggia, e là dentro teneva un mostro spaventoso: il Minotauro, che era per metà uomo e metà toro. Ogni anno il re di Atene era obbligato a mandare sette ragazzi e sette ragazze a Creta perché venissero dati in pasto al mostro; era il solo modo per impedire che re Minosse facesse guerra ad Atene. Un giorno, il principe Teseo, figlio di Egeo, re di Atene, decise di porre fine a quell’obbligo terribile e disse: - Andrò a Creta e ucciderò la bestia. - Se ucciderai il Minotauro - disse il re - dovrai poi issare questa vela bianca sull’albero maestro della nave, così saprò che state tornando sani e salvi. Teseo partì. Giunto a Creta, le guardie gli tolsero la spada e lasciarono il principe all’ingresso del labirinto. Proprio allora Teseo sentì una voce che lo chiamava. Era la voce di Arianna, una delle figlie di re Minosse, che gli diede una spada e un gomitolo di lana. Teseo le fu grato per la spada, ma… a che cosa poteva servire il gomitolo? - Tu prendi il gomitolo - gli disse Arianna - e io terrò un capo del filo. Quando vorrai tornare indietro, non dovrai fare altro che riavvolgere il filo. - Perché mi vuoi aiutare? - chiese Teseo. - Non mi piace vivere qui - rispose Arianna. - Portami con te ad Atene. A Teseo sembrò un buon accordo. Così, procedendo a tastoni, si avviò nel labirinto buio e tortuoso. Sapeva che il Minotauro era vicino, sentiva il suo respiro pesante. All’improvviso, un forte muggito lo fece sobbalzare. Un paio di occhi infuocati lo stavano fissando. - Fatti avanti! - gridò Teseo. Il Minotauro ruggì, scosse le corna e partì di corsa. Per tutta la notte i due si rincorsero attraverso le innumerevoli curve del labirinto. Alla fine, il mostro cominciò a essere stanco. Allora Teseo balzò in avanti e affondò la spada dritta nel cuore della bestia. Con un muggito fortissimo, il mostro stramazzò a terra. Rapidamente Teseo riavvolse il filo del gomitolo e arrivò all’uscita del labirinto. Qui lo aspettava Arianna che lo aiutò a uscire di nascosto dalla reggia. Poco dopo, i due furono al sicuro, a bordo della nave di Teseo. Sulla via del ritorno ad Atene, si fermarono su un’isola, dove Teseo giocò un tiro mancino ad Arianna: infatti ripartì senza di lei. Però, felice del risultato dell’impresa, dimenticò di sostituire la sua vecchia vela con quella bianca che gli aveva dato il padre. Il re Egeo, che attendeva il suo ritorno dall’alto delle mura, non vide la vela bianca e considerò questo come segno di sventura. Così, affranto dal dolore, si gettò in quel mare che proprio da lui prese il nome di mare Egeo. Pochi giorni dopo, Teseo fu incoronato nuovo re di Atene e promise al suo popolo che non avrebbe mai più fatto qualcosa di avventato. Saviour Pirotta, Ai piedi dell’Olimpo. Miti greci, Einaudi Ragazzi Comprendo ANTICIPARE IL CONTENUTO • Leggi il titolo e osserva l’immagine: chi sarà il personaggio soprannaturale? E chi sarà l’eroe? Oltre il testo • Teseo è un eroe, combatte contro un mostro per salvare la vita a ragazzi e ragazze del suo popolo: secondo te, oggi esistono gli eroi? Chi sono? Comprendo SIGNIFICATO DELLE PAROLE • Nel mito sono stati evidenziati modi di dire e parole. Prova a capirne il significato utilizzando le domande guida. - issare: per essere vista da lontano, una vela deve essere innalzata o chiusa? Che cosa significa, allora, issare? - procedendo a tastoni: la parola tastoni deriva dal verbo tastare, «toccare premendo per riconoscere qualcosa con il tatto». Quindi procedere a tastoni significa andare avanti in che modo? Ricorda il buio del labirinto… - tiro mancino è un modo per indicare: un’azione corretta e giusta. un’azione scorretta, un dispetto grave e inaspettato. - avventato: secondo te, Teseo ha riflettuto prima di ripartire verso Atene? Quindi, avventato significa…
Faccia a faccia nel labirinto Non c’era sovrano più malvagio di Minosse, il re di Creta. Aveva costruito un enorme labirinto sotto la sua reggia, e là dentro teneva un mostro spaventoso:  il Minotauro, che era per metà uomo e metà toro. Ogni anno il re di Atene era obbligato a mandare sette ragazzi e sette ragazze a Creta perché venissero dati in pasto al mostro; era il solo modo per impedire che re Minosse facesse guerra ad Atene. Un giorno, il principe Teseo, figlio di Egeo, re di Atene, decise di porre fine a quell’obbligo terribile e disse: - Andrò a Creta e ucciderò la bestia. - Se ucciderai il Minotauro - disse il re - dovrai poi issare questa vela bianca sull’albero maestro della nave, così saprò che state tornando sani e salvi. Teseo partì. Giunto a Creta, le guardie gli tolsero la spada e lasciarono il principe all’ingresso del labirinto. Proprio allora Teseo sentì una voce che lo chiamava. Era la voce di Arianna, una delle figlie di re Minosse, che gli diede una spada e un gomitolo di lana. Teseo le fu grato per la spada, ma… a che cosa poteva servire il gomitolo? - Tu prendi il gomitolo - gli disse Arianna - e io terrò un capo del filo. Quando vorrai tornare indietro, non dovrai fare altro che riavvolgere il filo. - Perché mi vuoi aiutare? - chiese Teseo. - Non mi piace vivere qui - rispose Arianna. - Portami con te ad Atene. A Teseo sembrò un buon accordo. Così, procedendo a tastoni, si avviò nel labirinto buio e tortuoso.  Sapeva che il Minotauro era vicino, sentiva il suo respiro pesante. All’improvviso, un forte muggito lo fece sobbalzare. Un paio di occhi infuocati lo stavano fissando. - Fatti avanti! - gridò Teseo. Il Minotauro ruggì, scosse le corna e partì di corsa. Per tutta la notte i due si rincorsero attraverso le innumerevoli curve del labirinto. Alla fine, il mostro cominciò a essere stanco. Allora Teseo balzò in avanti e affondò la spada dritta nel cuore della bestia. Con un muggito fortissimo, il mostro stramazzò a terra. Rapidamente Teseo riavvolse il filo del gomitolo e arrivò all’uscita del labirinto. Qui lo aspettava Arianna che lo aiutò a uscire di nascosto dalla reggia. Poco dopo, i due furono al sicuro, a bordo della nave di Teseo. Sulla via del ritorno ad Atene, si fermarono su un’isola, dove Teseo giocò un tiro mancino ad Arianna: infatti ripartì senza di lei. Però, felice del risultato dell’impresa, dimenticò di sostituire la sua vecchia vela con quella bianca che gli aveva dato il padre. Il re Egeo, che attendeva il suo ritorno dall’alto delle mura, non vide la vela bianca e considerò questo come segno di sventura. Così, affranto dal dolore, si gettò in quel mare che proprio da lui prese il nome di mare Egeo. Pochi giorni dopo, Teseo fu incoronato nuovo re di Atene e promise al suo popolo che non avrebbe mai più fatto qualcosa di avventato. Saviour Pirotta, Ai piedi dell’Olimpo. Miti greci, Einaudi Ragazzi Comprendo ANTICIPARE IL CONTENUTO • Leggi il titolo e osserva l’immagine: chi sarà il personaggio soprannaturale? E chi sarà l’eroe? Oltre il testo • Teseo è un eroe, combatte contro un mostro per salvare la vita a ragazzi e ragazze del suo popolo: secondo te, oggi esistono gli eroi? Chi sono? Comprendo SIGNIFICATO DELLE PAROLE • Nel mito sono stati evidenziati modi di dire e parole. Prova a capirne il significato utilizzando le domande guida. - issare: per essere vista da lontano, una vela deve essere innalzata o chiusa? Che cosa significa, allora, issare? - procedendo a tastoni: la parola tastoni deriva dal verbo tastare, «toccare premendo per riconoscere qualcosa con il tatto». Quindi procedere a tastoni significa andare avanti in che modo?  Ricorda il buio del labirinto… - tiro mancino è un modo per indicare: un’azione corretta e giusta. un’azione scorretta, un dispetto grave e inaspettato. - avventato: secondo te, Teseo ha riflettuto prima di ripartire verso Atene? Quindi, avventato significa…