FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Due guide improvvisate Oggi è successo un fatto davvero curioso. Tazio ed io eravamo in piazza Castello. Erano le dieci, quando si è fermato un pullman pieno di bambini, probabilmente in gita a visitare i luoghi più belli della città di Torino. I bambini sono scesi rumoreggiando, poi le maestre li hanno fatti sistemare in fila e sono rimasti tutti ad aspettare. Le insegnanti si guardavano intorno smarrite, i bambini cominciavano ad agitarsi. Io e Tazio, incuriositi, siamo andati a vedere che cosa succedeva e ci siamo messi a parlare con una delle maestre. Venivano da Orta San Giulio ed erano in attesa della loro guida. Aveva detto che li avrebbe aspettati in quel punto ma di lei non c’era traccia, inoltre non avevano nemmeno il suo numero di telefono per avere notizie. Forse era semplicemente un po’ in ritardo ma, mezz’ora dopo, la guida non era ancora arrivata. Le maestre erano molto preoccupate perché non conoscevano Torino e non avrebbero saputo muoversi. Allora mi è venuta un’idea: io e Tazio avevamo ancora un paio d’ore a disposizione prima di tornare a casa, conosciamo bene Torino, quindi… potevamo fare le guide! (Gratis, ovviamente!) Le maestre hanno reagito come se avessero sentito la più grande delle assurdità. Ma le abbiamo convinte dimostrando la nostra conoscenza di Torino, con l’aiuto dei bambini, che non vedevano l’ora di muoversi da lì. Infatti abbiamo risposto così alle loro richieste… - Io vorrei vedere la famosa Mole Antonelliana! - Se ti volti, puoi vedere la punta anche da qui. - Ma io voglio vederla tutta, com’è sul nostro libro di geografia. - Allora dobbiamo fare un pezzo di via Po e poi deviare in via Montebello. Non è lontano. - Io voglio vedere il palazzo dove nacque il re Vittorio Emanuele! - Vuoi dire Palazzo Carignano? È a due passi da qui, oltre i portici. Impressionate dalle nostre risposte, date senza esitazione, le maestre si sono convinte a lasciarci fare da guida alla scolaresca. Così, per un paio d’ore, ci siamo trascinati dietro una cinquantina di bambini curiosi e allegri. Verso mezzogiorno, quando stavamo per lasciarli in piazza Carignano, vicino al Museo Egizio, abbiamo visto correre verso di noi una donna che agitava le braccia e un fascio di carte. Era la guida, rimasta bloccata nel traffico dall’altra parte della città a causa di un mega-ingorgo. Il nostro compito di guide improvvisate era finito. Accompagnati da un coro di ringraziamenti, io e Tazio, soddisfatti, siamo andati a prendere il tram per tornare a casa. Angelo Petrosino, Il diario segreto di Valentina, Piemme Comprendo CONNETTIVI • Nel racconto sono stati evidenziati i connettivi. Ricordi che cosa sono? Torna a pagina 14, per rinfrescare la memoria. Poi leggi le funzioni e collegale ai connettivi del testo corrispondenti colorando correttamente i quadratini. funzioni (che cosa segnalano) connettivi tempo dei fatti - quando - poi - ma sviluppo dei fatti - allora modifica ai fatti - perché ostacolo rispetto ai fatti precedenti - quindi conseguenza di un fatto - infatti spiegazione di un fatto - così Facciamo squadra • Divisi in coppie, procuratevi una mappa di Torino; uno di voi individua i luoghi visitati da Tazio e dalla sua amica, l’altro traccia il percorso. • Conoscete la città di Torino? Se la risposta è no, organizzate con l’insegnante una gita al Museo Egizio… anche virtuale! Analizzo ORDINE DEI FATTI • Evidenzia con i colori indicati l’INIZIO, la VICENDA e la CONCLUSIONE del racconto. • Numera i fatti in ordine cronologico. - Le «guide improvvisate» soddisfatte salutano la scolaresca. - Tazio e la sua amica si offrono come guide gratis, ma senza successo. - I bambini sono in fila con le maestre, ma la guida non arriva! - Dopo mille domande e risposte, le maestre accettano Tazio e la sua amica come guide. - Ore dieci: in piazza Castello arriva un pullman di bambini in gita a Torino. - Vicino al Museo Egizio, dopo ben due ore, arriva la vera guida, tutta trafelata.
Due guide improvvisate Oggi è successo un fatto davvero curioso. Tazio ed io eravamo in piazza Castello. Erano le dieci, quando si è fermato un pullman pieno di bambini, probabilmente in gita a visitare i luoghi più belli della città di Torino. I bambini sono scesi rumoreggiando, poi le maestre li hanno fatti sistemare in fila e sono rimasti tutti ad aspettare. Le insegnanti si guardavano intorno smarrite, i bambini cominciavano ad agitarsi. Io e Tazio, incuriositi, siamo andati a vedere che cosa succedeva e ci siamo messi a parlare con una delle maestre. Venivano da Orta San Giulio ed erano in attesa della loro guida. Aveva detto che li avrebbe aspettati in quel punto ma di lei non c’era traccia, inoltre non avevano nemmeno il suo numero di telefono per avere notizie. Forse era semplicemente un po’ in ritardo ma, mezz’ora dopo, la guida non era ancora arrivata. Le maestre erano molto preoccupate perché non conoscevano Torino e non avrebbero saputo muoversi. Allora mi è venuta un’idea: io e Tazio avevamo ancora un paio d’ore a disposizione prima di tornare a casa, conosciamo bene Torino, quindi… potevamo fare le guide! (Gratis, ovviamente!) Le maestre hanno reagito come se avessero sentito la più grande delle assurdità. Ma le abbiamo convinte dimostrando la nostra conoscenza di Torino, con l’aiuto dei bambini, che non vedevano l’ora di muoversi da lì. Infatti abbiamo risposto così alle loro richieste… - Io vorrei vedere la famosa Mole Antonelliana! - Se ti volti, puoi vedere la punta anche da qui. - Ma io voglio vederla tutta, com’è sul nostro libro di geografia. - Allora dobbiamo fare un pezzo di via Po e poi deviare in via Montebello. Non è lontano. - Io voglio vedere il palazzo dove nacque il re Vittorio Emanuele! - Vuoi dire Palazzo Carignano? È a due passi da qui, oltre i portici. Impressionate dalle nostre risposte, date senza esitazione, le maestre si sono convinte a lasciarci fare da guida alla scolaresca. Così, per un paio d’ore, ci siamo trascinati dietro una cinquantina di bambini curiosi e allegri. Verso mezzogiorno, quando stavamo per lasciarli in piazza Carignano, vicino al Museo Egizio, abbiamo visto correre verso di noi una donna che agitava le braccia e un fascio di carte. Era la guida, rimasta bloccata nel traffico dall’altra parte della città a causa di un mega-ingorgo. Il nostro compito di guide improvvisate era finito. Accompagnati da un coro di ringraziamenti, io e Tazio, soddisfatti, siamo andati a prendere il tram per tornare a casa. Angelo Petrosino, Il diario segreto di Valentina, Piemme Comprendo CONNETTIVI • Nel racconto sono stati evidenziati i connettivi. Ricordi che cosa sono? Torna a pagina 14, per rinfrescare la memoria. Poi leggi le funzioni e collegale ai connettivi del testo corrispondenti colorando correttamente i quadratini. funzioni (che cosa segnalano)  connettivi tempo dei fatti - quando - poi - ma sviluppo dei fatti - allora modifica ai fatti - perché ostacolo rispetto ai fatti precedenti - quindi conseguenza di un fatto - infatti spiegazione di un fatto  - così Facciamo squadra • Divisi in coppie, procuratevi una mappa di Torino; uno di voi individua i luoghi visitati da Tazio e dalla sua amica, l’altro traccia il percorso. • Conoscete la città di Torino? Se la risposta è no, organizzate con l’insegnante una gita al Museo Egizio… anche virtuale! Analizzo ORDINE DEI FATTI • Evidenzia con i colori indicati l’INIZIO, la VICENDA e la CONCLUSIONE del racconto. • Numera i fatti in ordine cronologico. - Le «guide improvvisate» soddisfatte salutano la scolaresca. - Tazio e la sua amica si offrono come guide gratis, ma senza successo. - I bambini sono in fila con le maestre, ma la guida non arriva! - Dopo mille domande e risposte, le maestre accettano Tazio e la sua amica come guide. - Ore dieci: in piazza Castello arriva un pullman di bambini in gita a Torino. - Vicino al Museo Egizio, dopo ben due ore, arriva la vera guida, tutta trafelata.