FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Michelangelo Essere piccoli di età è un guaio. Essere piccoli di statura è una sfortuna. Ma se sei piccolo di età e anche di statura, allora è davvero un disastro. Una catastrofe. Come quella volta che le meteoriti sono cadute sulla Terra e hanno spazzato via i dinosauri. Il tuo personale disastro inizia quando gli altri bambini crescono molto più di te. - Come sei carino! Quanti anni hai? Quattro? - ti chiedono i loro genitori. - No, nove, sono in quarta! Finché non te lo chiedono più, si limitano a guardare i tuoi genitori con commiserazione e, invece di parlare dell’altezza, commentano la tua simpatia. Se poi quegli stessi adulti sono costretti ad alzare la testa per guardare i tuoi altissimi genitori, la situazione si fa surreale. Sì perché mamma e papà sono due giganti, due ex campioni di volley. Si sono conosciuti alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Lei era la schiacciatrice della squadra italiana e lui il centrale della nazionale brasiliana. Colpo di fulmine. Amore a prima vista. Il tempo di sposarsi e arrivo io. Tutti si aspettavano un lunghissimo bambino, invece sono spuntato io: un normalissimo neonato di quarantanove centimetri. - Poi crescerà… - commentavano amici e parenti. E infatti sono cresciuto, ma poco. Per la mamma e il papà, però, non è un problema. Infatti, ogni anno la conversazione tra la pediatra e la mamma finisce così: - Mio marito è alto due metri ed è stato un bambino normale fino alla quinta elementare. Poi è cresciuto dieci centimetri all’anno fino a raggiungere l’altezza di adulto. Succederà lo stesso a Michelangelo. Sì perché, oltre ad essere basso e praticamente invisibile, mi chiamo Michelangelo. Non semplicemente Michele, o solamente Angelo. Non Mike o qualche altra abbreviazione carina. No: un lunghissimo Michelangelo, che addosso a un bambino piuttosto basso risulta una beffa. E, come se non bastasse, a Michelangelo devo aggiungere un cognome brasiliano altrettanto lungo: Silva de Olivera. Considerato che sono mulatto, dato che papà è scurissimo e la mamma chiarissima, che ho i capelli ricci come il pelo di un agnello nero e gli occhi verdi come la principessa delle fiabe, capirete che la mia vita è quasi un inferno. I miei compagni ovviamente mi chiamano Nano, anche se dopo tre anni di scuola elementare so che non è un’offesa, ma solo una constatazione: sono il più basso di tutti. Adesso non mi prendono più in giro, anzi, scelgono me, quando devono fare le squadre di calcetto perché dicono che sono… PICCOLISSIMO E VELOCISSIMO! Gigliola Alvisi, Piccolissimo me, Piemme DESCRIZIONE OGGETTIVA E SOGGETTIVA In una descrizione ci possono essere dati oggettivi, che riportano caratteristiche che tutti possono osservare (aspetto fisico, comportamento…) e dati soggettivi, cioè le riflessioni, i paragoni, le emozioni di chi descrive. • Rileggi le parti descrittive nel testo e rispondi con ✗. - Michelangelo è basso di statura. È un dato soggettivo:VERO.FALSO. - Michelangelo ha i capelli ricci come il pelo di un agnello. È un dato soggettivo:VERO.FALSO. - Gli occhi di Michelangelo sono verdi come quelli delle principesse delle fiabe. È un dato oggettivo:VERO.FALSO. Io mi valuto • So riconoscere i dati descrittivi oggettivi e soggettivi: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà. Comprendo ANTICIPARE IL CONTENUTO • Leggi il titolo e osserva l’immagine. Secondo te, nel testo: si raccontano le disavventure di un bambino. si descrive un bambino di nome Michelangelo. Facciamo squadra • Sottolineate nel testo le parole che non conoscete. Poi dividetevi in gruppi di tre: uno di voi detta le parole difficili, un altro le trascrive su un foglio, il terzo le cerca sul vocabolario e detta il significato. Alla fine tutti e tre dovrete conoscerne i significati. Oltre il testo • Da quello che hai letto di Michelangelo e dei suoi compagni, che idea ti sei fatto sui loro rapporti? Secondo te, vanno d’accordo?
Michelangelo Essere piccoli di età è un guaio. Essere piccoli di statura è una sfortuna. Ma se sei piccolo di età e anche di statura, allora è davvero un disastro. Una catastrofe. Come quella volta che le meteoriti sono cadute sulla Terra e hanno spazzato via i dinosauri. Il tuo personale disastro inizia quando gli altri bambini crescono molto più di te. - Come sei carino! Quanti anni hai? Quattro? - ti chiedono i loro genitori. - No, nove, sono in quarta! Finché non te lo chiedono più, si limitano a guardare i tuoi genitori con commiserazione e, invece di parlare dell’altezza, commentano la tua simpatia. Se poi quegli stessi adulti sono costretti ad alzare la testa per guardare i tuoi altissimi genitori, la situazione si fa surreale. Sì perché mamma e papà sono due giganti, due ex campioni di volley. Si sono conosciuti alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Lei era la schiacciatrice della squadra italiana e lui il centrale della nazionale brasiliana. Colpo di fulmine. Amore a prima vista. Il tempo di sposarsi e arrivo io. Tutti si aspettavano un lunghissimo bambino, invece sono spuntato io: un normalissimo neonato di quarantanove centimetri. - Poi crescerà… - commentavano amici e parenti. E infatti sono cresciuto, ma poco. Per la mamma e il papà, però, non è un problema. Infatti, ogni anno la conversazione tra la pediatra e la mamma finisce così: - Mio marito è alto due metri ed è stato un bambino normale fino alla quinta elementare. Poi è cresciuto dieci centimetri all’anno fino a raggiungere l’altezza di adulto. Succederà lo stesso a Michelangelo. Sì perché, oltre ad essere basso e praticamente invisibile, mi chiamo Michelangelo. Non semplicemente Michele, o solamente Angelo. Non Mike o qualche altra abbreviazione carina. No: un lunghissimo Michelangelo, che addosso a un bambino piuttosto basso risulta una beffa. E, come se non bastasse, a Michelangelo devo aggiungere un cognome brasiliano altrettanto lungo: Silva de Olivera. Considerato che sono mulatto, dato che papà è scurissimo e la mamma chiarissima, che ho i capelli ricci come il pelo di un agnello nero e gli occhi verdi come la principessa delle fiabe, capirete che la mia vita è quasi un inferno. I miei compagni ovviamente mi chiamano Nano, anche se dopo tre anni di scuola elementare so che non è un’offesa, ma solo una constatazione: sono il più basso di tutti. Adesso non mi prendono più in giro, anzi, scelgono me, quando devono fare le squadre di calcetto perché dicono che sono… PICCOLISSIMO E VELOCISSIMO! Gigliola Alvisi, Piccolissimo me, Piemme DESCRIZIONE OGGETTIVA E SOGGETTIVA In una descrizione ci possono essere dati oggettivi, che riportano caratteristiche che tutti possono osservare (aspetto fisico, comportamento…) e dati soggettivi, cioè le riflessioni, i paragoni, le emozioni di chi descrive. • Rileggi le parti descrittive nel testo e rispondi con ✗.  - Michelangelo è basso di statura. È un dato soggettivo:VERO.FALSO. - Michelangelo ha i capelli ricci come il pelo di un agnello. È un dato soggettivo:VERO.FALSO. - Gli occhi di Michelangelo sono verdi come quelli delle principesse delle fiabe. È un dato oggettivo:VERO.FALSO. Io mi valuto • So riconoscere i dati descrittivi oggettivi e soggettivi: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà. Comprendo ANTICIPARE IL CONTENUTO • Leggi il titolo e osserva l’immagine. Secondo te, nel testo: si raccontano le disavventure di un bambino. si descrive un bambino di nome Michelangelo. Facciamo squadra • Sottolineate nel testo le parole che non conoscete. Poi dividetevi in gruppi di tre: uno di voi detta le parole difficili, un altro le trascrive su un foglio, il terzo le cerca sul vocabolario e detta il significato. Alla fine tutti e tre dovrete conoscerne i significati. Oltre il testo • Da quello che hai letto di Michelangelo e dei suoi compagni, che idea ti sei fatto sui loro rapporti? Secondo te, vanno d’accordo?