FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Come una lumaca nel guscio Sofia è timida. A volte vorrebbe nascondersi come il rosso nell’uovo, come il gheriglio nella noce, come una lumaca nel guscio. La sua mamma lo sa ed è orgogliosa di lei. - Sei orgogliosa di me perché sono timida? - chiede Sofia perplessa. - Certo. La timidezza fa parte di te e io non ti vorrei diversa da come sei. - Neanche di una goccia? - Neanche di una goccia che sta nel cucchiaino più piccolo del mondo. Poi la mamma parla di istanti, di atomi e della lenticchia d’acqua, che ha il fiore più piccolo del mondo. A volte Sofia vorrebbe essere proprio come il fiore della lenticchia d’acqua: si nasconde sotto una foglia e nessuno lo vede. A volte, però, servirebbe una foglia grande come un albero. Come quando la maestra ha detto: - Ragazzi, mettete il vostro bel cappello rosso da elfo! Appena partirà la musica, salite sul palco e fate sentire ai papà, alle mamme e ai nonni i canti di Natale. Ma Sofia non ha cantato. E, poiché non c’era un posto dove nascondersi, ha tirato il suo cappello da elfo fin sotto il naso. Come a Carnevale, quando tutti hanno ritagliato un vecchio lenzuolo, hanno fatto i buchi delle braccia e un buco più grande per la testa. Poi hanno dipinto delle farfalle enormi con le ali rosse, blu, gialle, a righe e a pallini. Sofia ha disegnato una grande farfalla gialla, dalla lunga coda rossa: i suoi colori preferiti. - Adesso mettiamo le nostre farfalle ad asciugare e domani andiamo a passeggio nel parco: tutti ci ammireranno meravigliati - ha detto la maestra. Sofia ha appeso le sue ali e le ha salutate, ma piano. Poi ha detto alla mamma che al parco, vestita da farfalla, non ci voleva andare. La mamma ha capito e, a casa, hanno dipinto una farfalla dalle ali verdi e blu. La farfalla Sofia ha svolazzato dappertutto. - Non ti vorremmo diversa da come sei! - ha esclamato la mamma quando il volo è finito. La mamma si ricorda di quando era piccola come Sofia ed era timida come lei: - Mi piaceva ascoltare e ricordare, mettere da parte quello che vedevo e quello che sentivo. Ho conservato tantissime cose e ho i cassetti pieni di un po’ di tutto: quando voglio, li apro - dice la mamma, e sorride. Sofia è contenta e mette il sorriso della mamma in uno dei suoi cassetti invisibili. Anna Vivarelli, Fiore di lenticchia, Piemme Facciamo squadra • A gruppi di tre leggete questo racconto. Uno darà voce al narratore, gli altri due ai personaggi protagonisti. Chi saranno? Comprendo SIGNIFICATO DELLE PAROLE • La mamma di Sofia parla di istanti e di atomi: qual è il significato di queste due parole? Per capirlo, rifletti sul senso della frase in cui sono inserite; poi, se hai difficoltà, utilizza il vocabolario! PARAGONI Per rendere meglio l’idea di ciò che descrivono, gli autori utilizzano i paragoni che ci suggeriscono una somiglianza con un elemento che conosciamo. • Leggi i paragoni evidenziati nel testo. - Che cosa ci aiutano a immaginare con più precisione? Il bisogno di Sofia di nascondersi. La voglia di Sofia di diventare grande. Facciamo squadra • In cerchio prendete la parola a proposito della timidezza. Un alunno, a turno, scriverà alla lavagna le vostre risposte alle seguenti frasi-stimolo. - Secondo me la timidezza è… - Tutti qualche volta siamo un po’ timidi. Per esempio, quando… - Se sei timido sei…, non sei… • Come si può aiutare un bambino timido a «uscire dal guscio»? DESCRIZIONE DEL CARATTERE Per descrivere il carattere di una persona dobbiamo osservarne il comportamento per capire com’è «dentro di sé»: se si arrabbia spesso, se è timida, se ama la compagnia, se è curiosa… • Segna la risposta giusta con ✗. - Nel testo si descrive il carattere di Sofia perché: si mettono in evidenza capelli, occhi… si parla del suo comportamento con gli altri. Io mi valuto! • So capire i dati che descrivono il carattere: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà. Papillon Nel pomeriggio ho aiutato il nonno a riparare il recinto dei conigli, perché quest’anno ce n’è uno che è un vero esperto di evasioni. Ha il pelo marrone, a macchie bianche, e il nonno lo chiama Papillon, come il personaggio di un vecchio film americano, che riusciva a evadere da un carcere terribile situato su un’isola sperduta in mezzo all’oceano.Diversamente dal film, però, Papillon scappa, saltella un po’ in giro, ma poi viene preso dalla malinconia e torna al recinto dei suoi fratelli: a quel punto non riesce più a rientrare. Come se la rete, vista da fuori, fosse diversa da come la vede dall’interno. Il nonno ha paura che, durante le sue evasioni, venga cacciato da una volpe o da un cinghiale e quindi abbiamo interrato bene la rete, in modo tale che Papillon non possa scavare più vie di fuga. Mi piace molto il fatto che, qui all’agriturismo di nonno Nino, ci sia sempre qualcosa da fare. Ci sono giorni in cui fai esattamente quello che avevi programmato; in altri giorni, invece, qualche novità viene a sconvolgere i tuoi piani. Il nonno preferisce i giorni programmati, io invece quelli con le sorprese. Come una volta, quando le lumache della Toscana, si diedero appuntamento nell’orto del nonno per mangiare l’intera fila di cespi di insalata. - È ora di lavarsi le mani - ci dice la nonna. Per fortuna abbiamo finito, altrimenti ci toccava lasciare il lavoro a metà con i conigli in giro per i campi... Una doccia veloce e sono pronto per la cena. Sulla tovaglia a quadretti bianchi e blu ci sono due cestini con il pane che ha cucinato la nonna, un piatto di salame e un piattino di verdure sottolio che abbiamo preparato insieme la scorsa estate. E questo è solo l’antipasto! La mia pancia gorgoglia per la fame, ma so che non posso toccare niente fino a che la nonna non si siede a tavola. È una regola! Nonno Nino borbotta, proprio come fa Nerone. Nerone è un cane enorme, tutto nero, con il pelo lunghissimo. È un Terranova che, invece di abbaiare, borbotta come una caffettiera sul fuoco. Poi arrivano la nonna e il suo cagnone che si sdraia vicino a noi. Finalmente, possiamo cominciare. Gigliola Alvisi, Piccolissimo me, Piemme DATI STATICI E DINAMICI In una descrizione si utilizzano i dati statici, cioè le caratteristiche fisiche dell’animale, e i dati dinamici quando si presentano i movimenti e le azioni compiute. - Leggi la descrizione di Papillon e sottolinea così: dati statici: qual è l’aspetto del coniglio? dati dinamici: quali azioni compie il coniglio? - Individua la descrizione di Nerone e colora in modo diverso i dati statici e dinamici. Io mi valuto! • So riconoscere i dati statici e dinamici: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà. Comprendo INFORMAZIONI ESPLICITE • Le informazioni esplicite sono espresse chiaramente nel testo: basta leggere nel posto giusto! Rispondi alle domande sottolineando le informazioni corrispondenti nel testo. - In quale luogo si trova l’agriturismo di nonno Nino? - Perché il coniglio si chiama Papillon? - Chi sono i «nemici» predatori di Papillon? - Chi è paragonato ad una caffettiera? Perché? • Individua il flashback nel testo e indica con ✗ che cosa racconta. Una giornata tranquilla nell’orto di nonno Nino. Nonno Nino ama le lumache. Emergenza nell’orto di nonno Nino: invasione di lumache!

Come una lumaca nel guscio


Sofia è timida. A volte vorrebbe nascondersi come il rosso nell’uovo, come il gheriglio nella noce, come una lumaca nel guscio.
La sua mamma lo sa ed è orgogliosa di lei.
- Sei orgogliosa di me perché sono timida? - chiede Sofia perplessa.
- Certo. La timidezza fa parte di te e io non ti vorrei diversa da come sei.
- Neanche di una goccia?
- Neanche di una goccia che sta nel cucchiaino più piccolo del mondo.
Poi la mamma parla di istanti, di atomi e della lenticchia d’acqua, che ha il fiore più piccolo del mondo. A volte Sofia vorrebbe essere proprio come il fiore della lenticchia d’acqua: si nasconde sotto una foglia e nessuno lo vede.
A volte, però, servirebbe una foglia grande come un albero.
Come quando la maestra ha detto: - Ragazzi, mettete il vostro bel cappello rosso da elfo! Appena partirà la musica, salite sul palco e fate sentire ai papà, alle mamme e ai nonni i canti di Natale.
Ma Sofia non ha cantato. E, poiché non c’era un posto dove nascondersi, ha tirato il suo cappello da elfo fin sotto il naso.
Come a Carnevale, quando tutti hanno ritagliato un vecchio lenzuolo, hanno fatto i buchi delle braccia e un buco più grande per la testa.
Poi hanno dipinto delle farfalle enormi con le ali rosse, blu, gialle, a righe e a pallini.
Sofia ha disegnato una grande farfalla gialla, dalla lunga coda rossa: i suoi colori preferiti.
- Adesso mettiamo le nostre farfalle ad asciugare e domani andiamo a passeggio nel parco: tutti ci ammireranno meravigliati - ha detto la maestra.
Sofia ha appeso le sue ali e le ha salutate, ma piano. Poi ha detto alla mamma che al parco, vestita da farfalla, non ci voleva andare. La mamma ha capito e, a casa, hanno dipinto una farfalla dalle ali verdi e blu.
La farfalla Sofia ha svolazzato dappertutto.
- Non ti vorremmo diversa da come sei! - ha esclamato la mamma quando il volo è finito. La mamma si ricorda di quando era piccola come Sofia ed era timida come lei: - Mi piaceva ascoltare e ricordare, mettere da parte quello che vedevo e quello che sentivo. Ho conservato tantissime cose e ho i cassetti pieni di un po’ di tutto: quando voglio, li apro - dice la mamma, e sorride.
Sofia è contenta e mette il sorriso della mamma in uno dei suoi cassetti invisibili.
Anna Vivarelli, Fiore di lenticchia, Piemme


Facciamo squadra

• A gruppi di tre leggete questo racconto. Uno darà voce al narratore, gli altri due ai personaggi protagonisti. Chi saranno?



Comprendo

SIGNIFICATO DELLE PAROLE
• La mamma di Sofia parla di istanti e di atomi: qual è il significato di queste due parole? Per capirlo, rifletti sul senso della frase in cui sono inserite; poi, se hai difficoltà, utilizza il vocabolario!



PARAGONI

Per rendere meglio l’idea di ciò che descrivono, gli autori utilizzano i paragoni che ci suggeriscono una somiglianza con un elemento che conosciamo.

• Leggi i paragoni evidenziati nel testo.
- Che cosa ci aiutano a immaginare con più precisione?
Il bisogno di Sofia di nascondersi.

La voglia di Sofia di diventare grande.


Papillon


Nel pomeriggio ho aiutato il nonno a riparare il recinto dei conigli, perché quest’anno ce n’è uno che è un vero esperto di evasioni.
Ha il pelo marrone, a macchie bianche, e il nonno lo chiama Papillon, come il personaggio di un vecchio film americano, che riusciva a evadere da un carcere terribile situato su un’isola sperduta in mezzo all’oceano.
Diversamente dal film, però, Papillon scappa, saltella un po’ in giro, ma poi viene preso dalla malinconia e torna al recinto dei suoi fratelli: a quel punto non riesce più a rientrare.
Come se la rete, vista da fuori, fosse diversa da come la vede dall’interno.
Il nonno ha paura che, durante le sue evasioni, venga cacciato da una volpe o da un cinghiale e quindi abbiamo interrato bene la rete, in modo tale che Papillon non possa scavare più vie di fuga.
Mi piace molto il fatto che, qui all’agriturismo di nonno Nino, ci sia sempre qualcosa da fare.
Ci sono giorni in cui fai esattamente quello che avevi programmato; in altri giorni, invece, qualche novità viene a sconvolgere i tuoi piani. Il nonno preferisce i giorni programmati, io invece quelli con le sorprese. Come una volta, quando le lumache della Toscana, si diedero appuntamento nell’orto del nonno per mangiare l’intera fila di cespi di insalata.
- È ora di lavarsi le mani - ci dice la nonna.
Per fortuna abbiamo finito, altrimenti ci toccava lasciare il lavoro a metà con i conigli in giro per i campi... Una doccia veloce e sono pronto per la cena.
Sulla tovaglia a quadretti bianchi e blu ci sono due cestini con il pane che ha cucinato la nonna, un piatto di salame e un piattino di verdure sottolio che abbiamo preparato insieme la scorsa estate.
E questo è solo l’antipasto!
La mia pancia gorgoglia per la fame, ma so che non posso toccare niente fino a che la nonna non si siede a tavola. È una regola!
Nonno Nino borbotta, proprio come fa Nerone. Nerone è un cane enorme, tutto nero, con il pelo lunghissimo. È un Terranova che, invece di abbaiare, borbotta come una caffettiera sul fuoco.
Poi arrivano la nonna e il suo cagnone che si sdraia vicino a noi. Finalmente, possiamo cominciare.

Gigliola Alvisi, Piccolissimo me, Piemme



DATI STATICI E DINAMICI

In una descrizione si utilizzano i dati statici, cioè le caratteristiche fisiche dell’animale, e i dati dinamici quando si presentano i movimenti e le azioni compiute.

- Leggi la descrizione di Papillon e sottolinea così: 

dati statici: qual è l’aspetto del coniglio?
dati dinamici: quali azioni compie il coniglio?
- Individua la descrizione di Nerone e colora in modo diverso i dati statici e dinamici.



Io mi valuto!

• So riconoscere i dati statici e dinamici:

con facilità.
con qualche difficoltà.
con difficoltà.