FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Un posto segreto Oggi non so proprio cosa fare. - Andiamo a fare una passeggiata? - chiedo a Nerone. Lui si accuccia a terra. No, mi pare che la proposta non lo interessi. - In paese a prendere un gelato? Nerone si alza, si sposta sotto la grande quercia, si stende e chiude gli occhi. Mi pare che la risposta sia chiara: per qualche ora non vuole andare da nessuna parte. E io, che faccio? Mi guardo intorno e poi… Corro a prendere la scala di legno che il nonno usa per raccogliere le ciliegie.È pesante, ma riesco a trascinarla dall’albero fino alla casa. Pian piano, l’appoggio al muro, davanti alla finestra della mia camera. Poi salgo. Piolo dopo piolo, arrivo sul tetto. Non devo assolutamente guardare giù. Metto le mani sulla grondaia e mi appoggio per capire se regge il peso. Mmm… Meglio di no. Allora mi allungo il più possibile sul tetto, poi alzo il piede destro, oltre l’ultimo piolo, ma la tegola sulla quale l’ho messo si sposta un po’, così provo su quella accanto, che invece resta ferma. Faccio forza, sollevo anche il piede sinistro e, contemporaneamente, gattono in avanti, lentamente. Mi fermo solo quando raggiungo il centro del tetto, una linea di tegole che taglia in orizzontale le altre. Mi siedo e mi guardo attorno, riprendendo il respiro normale. Wow! In primo piano ci sono colline verdissime, che finiscono in un cielo terso. A destra c’è un paesino arroccato: qui sembra di essere in cima al mondo. Il silenzio è rotto dal canto degli uccelli e dallo stormire delle foglie.Un grosso ramo della quercia, che cresce davanti alla casa, arriva fino a metà del tetto e, quando lo raggiungo, mi sento più sicuro: lo afferro come se fosse il corrimano di una scala.Arrivo fino alla grondaia e, con molta attenzione, mi sporgo e guardo giù.Il pergolato di rose, dall’alto, sembra un pavimento fiorito. È così fitto che non si vede neppure il tavolo che c’è sotto. Anche il vialetto e il cancello sono diversi. Ogni cosa, da qui, assume una prospettiva diversa. Poi guardo la quercia e mi viene un’idea. Controllo con attenzione e mi accorgo che sotto questo ramo che arriva sul tetto ce ne sono altri. Posso provare a scendere dall’albero. Mi siedo a cavallo del ramo. Avanzo lentamente verso il tronco e, dopo qualche metro, sono avvolto dal verde degli altri rami. Da qui, abbracciando il tronco, appoggio i piedi sul ramo di sotto, e poi su quello sotto ancora fino ad arrivare ai rami più bassi. Qui è facile scendere e, quando mi sento sicuro, faccio un bel salto e atterro sull’erba. Che avventura! Da oggi in poi sarà il mio posto segreto. Gigliola Alvisi, Piccolissimo me, Piemme Comprendo ANTICIPARE IL CONTENUTO • Leggi il titolo e osserva l’immagine. Secondo te, quali di queste parole potrebbero essere presenti nel testo? tetto. autostrada. albero. aereo. uccellini. grondaia. telefono. tegola. ORDINE DESCRITTIVO E DATI SENSORIALI Nella descrizione del paesaggio il narratore segue un ordine spaziale, perché descrive gli elementi in base alla loro posizione nello spazio utilizzando gli indicatori di luogo: in primo piano, a destra, sullo sfondo, sotto… La descrizione presenta anche alcuni dati sensoriali, cioè riporta le osservazioni che il narratore fa con i suoi sensi. Rileggi la parte descrittiva evidenziata e sottolinea parole o espressioni che indicano - la posizione nello spazio di colline e paese; - i dati uditivi, cioè che cosa sente il protagonista; - i due dati, tattile e visivo, paragonati, rispettivamente, al corrimano di una scala e a un pavimento fiorito. Oltre il testo • Tu hai un posto segreto? Come ti senti, quando sei lì? Che cosa fai? Io mi valuto • So riconoscere i dati sensoriali e l’ordine descrittivo con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà.

Un posto segreto


Oggi non so proprio cosa fare.
- Andiamo a fare una passeggiata? - chiedo a Nerone.
Lui si accuccia a terra. No, mi pare che la proposta non lo interessi.
- In paese a prendere un gelato?
Nerone si alza, si sposta sotto la grande quercia, si stende e chiude gli occhi.
Mi pare che la risposta sia chiara: per qualche ora non vuole andare da nessuna parte. E io, che faccio? Mi guardo intorno e poi…
Corro a prendere la scala di legno che il nonno usa per raccogliere le ciliegie.
È pesante, ma riesco a trascinarla dall’albero fino alla casa. Pian piano, l’appoggio al muro, davanti alla finestra della mia camera.
Poi salgo. Piolo dopo piolo, arrivo sul tetto. Non devo assolutamente guardare giù. Metto le mani sulla grondaia e mi appoggio per capire se regge il peso. Mmm… Meglio di no.
Allora mi allungo il più possibile sul tetto, poi alzo il piede destro, oltre l’ultimo piolo, ma la tegola sulla quale l’ho messo si sposta un po’, così provo su quella accanto, che invece resta ferma. Faccio forza, sollevo anche il piede sinistro e, contemporaneamente, gattono in avanti, lentamente. Mi fermo solo quando raggiungo il centro del tetto, una linea di tegole che taglia in orizzontale le altre. Mi siedo e mi guardo attorno, riprendendo il respiro normale.
Wow! In primo piano ci sono colline verdissime, che finiscono in un cielo terso. A destra c’è un paesino arroccato: qui sembra di essere in cima al mondo. Il silenzio è rotto dal canto degli uccelli e dallo stormire delle foglie.
Un grosso ramo della quercia, che cresce davanti alla casa, arriva fino a metà del tetto e, quando lo raggiungo, mi sento più sicuro: lo afferro come se fosse il corrimano di una scala.
Arrivo fino alla grondaia e, con molta attenzione, mi sporgo e guardo giù.
Il pergolato di rose, dall’alto, sembra un pavimento fiorito. È così fitto che non si vede neppure il tavolo che c’è sotto. Anche il vialetto e il cancello sono diversi. Ogni cosa, da qui, assume una prospettiva diversa.
Poi guardo la quercia e mi viene un’idea. Controllo con attenzione e mi accorgo che sotto questo ramo che arriva sul tetto ce ne sono altri. Posso provare a scendere dall’albero. Mi siedo a cavallo del ramo. Avanzo lentamente verso il tronco e, dopo qualche metro, sono avvolto dal verde degli altri rami. Da qui, abbracciando il tronco, appoggio i piedi sul ramo di sotto, e poi su quello sotto ancora fino ad arrivare ai rami più bassi.
Qui è facile scendere e, quando mi sento sicuro, faccio un bel salto e atterro sull’erba.
Che avventura! Da oggi in poi sarà il mio posto segreto.
Gigliola Alvisi, Piccolissimo me, Piemme


Comprendo

ANTICIPARE IL CONTENUTO
• Leggi il titolo e osserva l’immagine. Secondo te, quali di queste parole potrebbero essere presenti nel testo?

tetto.

autostrada.
albero.
aereo.
uccellini.
grondaia.
telefono.
tegola.