FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Orecchio di carta 31 Marzo Caro diario (e «caro» credo finalmente di poterlo dire senza ironia, visto che ormai da un mese ti conosco e riverso i miei segreti nel tuo orecchio di carta). Se dovessi dire che tu sei diventato il mio più caro amico, ti mentirei. Ti dico, invece, che mi sono divertito a scriverti e che ora che contieni un sacco di storie mie, sento che fai un po’ parte di me. Oggi ti scrivo per l’ultima volta, secondo il patto che ho stretto con mia madre (quello di scriverti per un mese), però un po’ mi dispiace. Adesso non piangere, perché le lacrime non fanno bene alla carta. Chissà, magari sto un mese senza scriverti, e poi ricomincio. Comunque, bando alla tristezza e preparati a fare un salto: Anna oggi si è accorta di me! È andata così: quando è suonata la campanella della ricreazione, io mi sono infilato nell’aula di musica, perché volevo provare a suonare la chitarra della maestra Farinetti, siccome mi aveva dato il permesso. La sua chitarra ha le corde di plastica, più morbide di quelle della mia, e ho scoperto che le dita mi fanno meno male e il suono esce più caldo. Ero così soddisfatto dei miei risultati che non mi sono accorto di avere un pubblico, se non quando ho sentito l’applauso. Ho smesso di suonare e mi sono girato di scatto: sulla porta dell’aula di musica c’era Anna-grandi-occhi che mi guardava ridendo. - Bravo Giulio, suoni bene! - ha detto. Poi con un sorriso è scivolata via nel corridoio. È stata un’apparizione così breve che per un attimo ho creduto di aver sognato. Invece no. Era successo davvero. Ho solo un dubbio: come faceva a conoscere il mio nome? Non capisco davvero chi, come, quando e perché gliel'abbia detto. Subito ho pensato che fosse stato Vincenzo, prima di partire per il nord. Però, poi, mi sono ricreduto: non me lo vedo Vinc il pigro che fa una cosa del genere… Allora, chi è stato? Ti piacerebbe saperlo, curiosissimo diario? Per il momento ti devi accontentare delle domande, perché io adesso mi fermo. Smetto di scrivere e ti chiudo. Per almeno un mese. Poi, forse, ti riapro, caro diario, e ti racconto che cosa è successo nel frattempo. Forse… Stefano Bordiglioni, Diario di Giulio, Top secret, Edizioni EL Analizzo STRUTTURA E LINGUAGGIO DEL DIARIO • Sottolinea la formula di apertura delle due pagine di diario. • Il linguaggio è colloquiale: Giulio si rivolge al diario come se fosse un amico. Sottolinea le parole e le espressioni che lo fanno capire. Facciamo squadra • Giulio riprenderà a scrivere il suo diario? Sì o no? - Ciascun alunno del gruppo classe può esprimere una scelta: quale possibilità ha prevalso? - Eleggete un rappresentante per spiegare la motivazione. Io mi valuto • So riconoscere la struttura e il linguaggio: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà.

Orecchio di carta


31 Marzo


Caro diario

(e «caro» credo finalmente di poterlo dire senza ironia, visto che ormai da un mese ti conosco e riverso i miei segreti nel tuo orecchio di carta). Se dovessi dire che tu sei diventato il mio più caro amico, ti mentirei. Ti dico, invece, che mi sono divertito a scriverti e che ora che contieni un sacco di storie mie, sento che fai un po’ parte di me.

Oggi ti scrivo per l’ultima volta, secondo il patto che ho stretto con mia madre (quello di scriverti per un mese), però un po’ mi dispiace.

Adesso non piangere, perché le lacrime non fanno bene alla carta.

Chissà, magari sto un mese senza scriverti, e poi ricomincio.

Comunque, bando alla tristezza e preparati a fare un salto:

Anna oggi si è accorta di me!

È andata così: quando è suonata la campanella della ricreazione, io mi sono infilato nell’aula di musica, perché volevo provare a suonare la chitarra della maestra Farinetti, siccome mi aveva dato il permesso. La sua chitarra ha le corde di plastica, più morbide di quelle della mia, e ho scoperto che le dita mi fanno meno male e il suono esce più caldo.

Ero così soddisfatto dei miei risultati che non mi sono accorto di avere un pubblico, se non quando ho sentito l’applauso.

Ho smesso di suonare e mi sono girato di scatto: sulla porta dell’aula di musica c’era Anna-grandi-occhi che mi guardava ridendo.

- Bravo Giulio, suoni bene! - ha detto.

Poi con un sorriso è scivolata via nel corridoio.

È stata un’apparizione così breve che per un attimo ho creduto di aver sognato. Invece no. Era successo davvero. Ho solo un dubbio: come faceva a conoscere il mio nome? Non capisco davvero chi, come, quando e perché gliel'abbia detto.

Subito ho pensato che fosse stato Vincenzo, prima di partire per il nord. Però, poi, mi sono ricreduto: non me lo vedo Vinc il pigro che fa una cosa del genere… Allora, chi è stato?

Ti piacerebbe saperlo, curiosissimo diario?

Per il momento ti devi accontentare delle domande, perché io adesso mi fermo. Smetto di scrivere e ti chiudo.

Per almeno un mese. Poi, forse, ti riapro, caro diario, e ti racconto che cosa è successo nel frattempo. 

Forse…

Stefano Bordiglioni, Diario di Giulio, Top secret, Edizioni EL



Analizzo

STRUTTURA E LINGUAGGIO DEL DIARIO

• Sottolinea la formula di apertura delle due pagine di diario.

• Il linguaggio è colloquiale: Giulio si rivolge al diario come se fosse un amico.

Sottolinea le parole e le espressioni che lo fanno capire.



Facciamo squadra

Giulio riprenderà a scrivere il suo diario? Sì o no?

- Ciascun alunno del gruppo classe può esprimere una scelta:

quale possibilità ha prevalso?

- Eleggete un rappresentante per spiegare la motivazione.



Io mi valuto

• So riconoscere la struttura e il linguaggio:

con facilità. 

con qualche difficoltà. 

con difficoltà.