FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

Prima del tramonto Jim e i suoi amici sono arrivati allo Scoglio delle Meduse, la sede della Scuola dei Pirati. Qui li aspetta la prima prova: Capitan Amaca li abbandona su una spiaggia desolata. I ragazzi dovranno trovare la scuola prima del tramonto, altrimenti la loro iscrizione non sarà accettata. - Forza, ragazzi! Diamoci da fare! - esclamò Jim deciso. Il sentiero tra le rocce era stretto e intricato. Il sole non era riuscito a penetrare attraverso la nebbia e i ragazzi tremavano per il freddo. A poco a poco la nebbia cominciò a diradarsi. Adesso riuscivano a vedere qualcosa di più dell’isola. Il sentiero proseguiva in mezzo a rocce scure e bassi cespugli. Non c’erano alberi. Sopra di loro, in lontananza, svettava un cucuzzolo fumante. Era ormai mezzogiorno e, sulle loro teste, incombevano grosse nuvole nere. Jim, perplesso, pensava: «Strano che la Scuola dei Pirati si trovi in cima alla montagna. Dove attraccano le navi? Non c’è dubbio: per raggiungerla dovremo scalare la montagna e scendere dalla parte opposta». E così fecero. Dopo un’ultima curva, il sentiero terminava con un muro di roccia. Erano arrivati alla cima della montagna. - Dobbiamo scavalcare e scendere! - urlò Jim ai compagni. Si arrampicarono senza problemi, infilando i piedi nelle fessure e aggrappandosi alle sporgenze. Poi, davanti ai loro occhi, si spalancò un paesaggio insolito: un’ampia cavità circolare, grigia e polverosa. L’aria tremolava per il caldo, insopportabile al punto da togliere il respiro. - È il cratere di un vulcano - disse Jim. - Un vulcano? - urlarono gli altri in coro. In quel momento cadde il primo gocciolone di pioggia, accompagnato da un rombo di tuono. I ragazzi corsero dentro il cratere. La pioggia cominciò a battere sempre più forte ma evaporava per il calore appena toccava il suolo, trasformandosi in una cappa di nebbia. Non si vedeva niente. All’improvviso, dal terreno si sprigionò un altissimo getto d’acqua. La terra tremò sotto i loro stivali. - Scappiamo! È un geyser! - urlò Jim. I ragazzi si arrampicarono di nuovo fuori dal cratere. Erano fradici di pioggia e completamente ricoperti di cenere grigia. - Dobbiamo tornare alla spiaggia. Abbiamo sbagliato tutto! - disse Jim. Così filarono giù dal vulcano, senza aggiungere una parola. La corsa continuò nel diluvio. Raggiunsero la spiaggia, quando il sole stava scomparendo dietro la linea azzurra del mare. - Un ultimo sforzo, amici! Prendiamo quel sentiero largo - disse Jim. Il sentiero era fangoso. Gli stivali erano pesanti per la melma e sembravano incollati al terreno. I ragazzi se li tolsero in fretta e scattarono come fulmini sulla sabbia. Tra un gruppetto di palme notarono un’amaca gialla, occupata da un uomo corpulento che esclamò: - Appena in tempo! Siete ammessi alla Scuola dei Pirati! Sir Steve Stevenson, La Scuola dei Pirati, De Agostini DESCRIVERE UN LUOGO D'AVVENTURA Fin dalle prime righe del racconto possiamo «vedere» il luogo in cui si svolge la storia. • Sottolinea nel testo, con colori diversi, i dati descrittivi che si riferiscono al sentiero, al vulcano, alla pioggia. • Disegna sul quaderno l’isola con la spiaggia, il vulcano e la Scuola dei Pirati, come te li immagini. Poi confronta il tuo lavoro con quelli dei compagni. Io mi valuto • So individuare e comprendere la descrizione di un luogo: con facilità. con qualche difficoltà. con difficoltà.
Prima del tramonto Jim e i suoi amici sono arrivati allo Scoglio delle Meduse, la sede della Scuola dei Pirati. Qui li aspetta la prima prova: Capitan Amaca li abbandona su una spiaggia desolata. I ragazzi dovranno trovare la scuola prima del tramonto, altrimenti la loro iscrizione non sarà accettata. - Forza, ragazzi! Diamoci da fare! - esclamò Jim deciso. Il sentiero tra le rocce era stretto e intricato. Il sole non era riuscito a penetrare attraverso la nebbia e i ragazzi tremavano per il freddo. A poco a poco la nebbia cominciò a diradarsi. Adesso riuscivano a vedere qualcosa di più dell’isola. Il sentiero proseguiva in mezzo a rocce scure e bassi cespugli. Non c’erano alberi. Sopra di loro, in lontananza, svettava un cucuzzolo fumante. Era ormai mezzogiorno e, sulle loro teste, incombevano grosse nuvole nere. Jim, perplesso, pensava: «Strano che la Scuola dei Pirati si trovi in cima alla montagna. Dove attraccano le navi? Non c’è dubbio: per raggiungerla dovremo scalare la montagna e scendere dalla parte opposta». E così fecero. Dopo un’ultima curva, il sentiero terminava con un muro di roccia. Erano arrivati alla cima della montagna. - Dobbiamo scavalcare e scendere! - urlò Jim ai compagni. Si arrampicarono senza problemi, infilando i piedi nelle fessure e aggrappandosi alle sporgenze. Poi, davanti ai loro occhi, si spalancò un paesaggio insolito: un’ampia cavità circolare, grigia e polverosa. L’aria tremolava per il caldo, insopportabile al punto da togliere il respiro. - È il cratere di un vulcano - disse Jim. - Un vulcano? - urlarono gli altri in coro. In quel momento cadde il primo gocciolone di pioggia, accompagnato da un rombo di tuono. I ragazzi corsero dentro il cratere. La pioggia cominciò a battere sempre più forte ma evaporava per il calore appena toccava il suolo, trasformandosi in una cappa di nebbia. Non si vedeva niente. All’improvviso, dal terreno si sprigionò un altissimo getto d’acqua. La terra tremò sotto i loro stivali. - Scappiamo! È un geyser! - urlò Jim. I ragazzi si arrampicarono di nuovo fuori dal cratere. Erano fradici di pioggia e completamente ricoperti di cenere grigia. - Dobbiamo tornare alla spiaggia. Abbiamo sbagliato tutto! - disse Jim. Così filarono giù dal vulcano, senza aggiungere una parola. La corsa continuò nel diluvio. Raggiunsero la spiaggia, quando il sole stava scomparendo dietro la linea azzurra del mare. - Un ultimo sforzo, amici! Prendiamo quel sentiero largo - disse Jim. Il sentiero era fangoso. Gli stivali erano pesanti per la melma e sembravano incollati al terreno. I ragazzi se li tolsero in fretta e scattarono come fulmini sulla sabbia. Tra un gruppetto di palme notarono un’amaca gialla, occupata da un uomo corpulento che esclamò: - Appena in tempo! Siete ammessi alla Scuola dei Pirati! Sir Steve Stevenson, La Scuola dei Pirati, De Agostini DESCRIVERE UN LUOGO D'AVVENTURA Fin dalle prime righe del racconto possiamo «vedere» il luogo in cui si svolge la storia. • Sottolinea nel testo, con colori diversi, i dati descrittivi che si riferiscono al sentiero, al vulcano, alla pioggia. • Disegna sul quaderno l’isola con la spiaggia, il vulcano e la Scuola dei Pirati, come te li immagini.  Poi confronta il tuo lavoro con quelli dei compagni. Io mi valuto • So individuare e comprendere la descrizione di un luogo: con facilità.  con qualche difficoltà.  con difficoltà.