FACCIAMO SQUADRA PER LEGGERE SUSSIDIARIO DEI LINGUAGGI 4

ALT Verifica di competenza verso l'INVALSI La caverna Non era una caverna brutta, sporca, umida e neanche una caverna spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima. Aveva una porta perfettamente rotonda, come un oblò, e dipinta di verde, con un lucido pomello di ottone proprio nel mezzo. La porta si apriva su un ingresso a forma di tubo, come un tunnel: un tunnel molto confortevole, con pareti foderate di legno e pavimento di piastrelle, ricoperto di tappeti, fornito di sedie lucidate e di un gran numero di attaccapanni per cappelli e cappotti. Lo hobbit, infatti, amava molto ricevere visite. Il tunnel si snodava, inoltrandosi profondamente, anche se non in linea retta, nel fianco della collina e molte porticine rotonde si aprivano su di esso, prima da una parte, poi dall altra. Niente piani superiori per lo hobbit: le camere da letto, i bagni, le cantine, le cucine e le sale da pranzo erano tutte sullo stesso piano, anzi sullo stesso corridoio. Le camere migliori erano tutte sul lato sinistro perché erano le sole ad avere finestre, rotonde e profondamente incassate, che davano sul giardino e sui campi dietro di esso, digradanti verso il fiume. J. R. R. Tolkien, Lo hobbit, Bompiani 52

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